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  • una scuola per gli epera
Nel marzo 2007, in occasione del bicentenario darwiniano, alcuni dei membri della nostra associazione sono stati in Ecuador per partecipare alla produzione del programma televisivo di Patrizio Roversi e Susy Bladi “Evoluti per caso". Il programma intendeva mostrare al pubblico italiano la straordinaria diversità culturale e biologica di questo paese, in cui vivono 14 diversi gruppi indigeni.
Alcuni di questi gruppi, tra cui gli indios Epera, hanno manifestato la volontà di svilupparsi economicamente e socialmente attraverso il turismo. I membri di Progeo hanno dunque cominciato a pensare di supportare gli indios nello sviluppo di un turismo che potesse effettivamente promuovere lo sviluppo pur nel rispetto della identità culturale e biologica dei luoghi interessati.

Il progetto punta a costituire, in collaborazione con le popolazioni locali, una piccola rete di centri di turismo responsabile in Ecuador in cui promuovere attività turistico-ricreative.
Centro della rete e punto di intervento privilegiato è il piccolo villaggio di Santa Rosa dove vive la comunità degli indios Epera. Qui per favorire lo sviluppo della popolazione, si costruiranno un'infermeria e una scuola, nel rispetto delle tradizioni architettoniche locali e dell’ambiente.
A Santa Rosa saranno poi collegati altri centri di turismo responsabile, in località dove vivono etnie indigene come Shuar, Otavaleños, Mascarillas, Quechua, in modo da creare itinerari che consentano ai turisti di conoscere la straordinaria diversità culturale dell’Ecuador ed alle comunità locali di ottenere benefici in termini di sviluppo economico e sociale.
Gli studenti del Laboratorio di Architettura Tecnica I dell'Alma Mater Studiorum Università di Bologna hanno elaborato i progetti per la scuola di Santa Rosa.
Il progetto migliore è stato scelto mediante concorso e premiato dalla commissione valutatrice per l'ottimo lavoro.
"Gli studenti" spiega Annarita Ferrante, "hanno lavorato in gruppi studiando soluzioni che combinassero il rispetto delle tradizioni architettoniche degli Epera con l’utilizzo di nuove tecnologie e materiali facilmente reperibili, prevalentemente legno. I progetti elaborati dai gruppi 1, 8 e 12 si sono distinti per la semplicità delle strutture, l’attenta distribuzione degli spazi, su uno o due livelli, e per la forza dell'innovazione tecnologica. Il progetto del gruppo 12, che costituirà la base per la costruzione dell’edificio, presenta queste caratteristiche, rispetta le componenti tradizionali e risponde alle peculiarità del luogo e dell’ambiente.”


“Il nostro progetto” spiegano i vincitori, Berto, Falchi, Francisconi, Gnucci, Mandes, Masi, “prevede l’utilizzo di elementi seriali assemblabili e di materiali facilmente reperibili, legno e bambù per la struttura, paja toquillas e aluzinc per le coperture. Le forme si ispirano alle costruzioni tradizionali Epera. Abbiamo scelto una suddivisione funzionale in due volumi principali, separati da una corte che dà accesso ai bagni. Gli spazi interni sono pensati per rispondere a esigenze diverse: tramite pannelli scorrevoli le aule possono aprirsi sull’esterno o sulle aule adiacenti, creando così spazi più grandi utilizzabili per i laboratori e le riunioni. Un sistema di finestre a ribalta permette la ventilazione anche nei giorni di pioggia e la copertura a due falde, studiata per facilitare aerazione e illuminazione naturali, vuole essere un elemento d’integrazione con la realtà locale.”
Ringraziamo tutti: gli studenti del Laboratorio di Architettura Tecnica 1 e i docenti responsabili del corso, prof.ssa Annarita Ferrante e prof. Luca Guardagli; il Preside della Facoltà di Ingegneria dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, Prof. P. P. Diotallevi, e i docenti Prof. Dell'Acqua (Dipartimento di Architettura e Pianificazione Territoriale) e Prof. D. Pettener (Direttore Dipartimento di Antropologia); Adele Guardigli del Master in Fundrising di Forlì, Patrizio Roversi di “Velisti per caso” e i membri della Commissione Tecnica per la collaborazione e i contributi personali. Grazie!

 

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